Fasi del sonno e malattie croniche: studio su 6.785 persone
Studio su 6.785 persone con dispositivi indossabili: le fasi del sonno si associano a varie malattie croniche. Un'associazione, non una causa.
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Studio su un algoritmo addestrato su età e nove misure del sonno registrate a casa: concorda con la diagnosi in oltre il 75% dei casi. Va ancora validato.

Uno studio pubblicato su Scientific Reports (2024) ha addestrato un algoritmo di machine learning a quattro classi usando l'età e nove biomarcatori del sonno. Le classi erano: demenza di Alzheimer, demenza a corpi di Lewy, sinucleinopatia prodromica (persone con disturbo comportamentale del sonno REM isolato) e controlli senza malattia neurodegenerativa. L'algoritmo è stato poi provato su 381 registrazioni, che comprendevano anche persone con Parkinson senza demenza e con decadimento cognitivo lieve.
I nove biomarcatori sono: tempo in sonno REM, durata dei fusi del sonno, sonno N3 atipico, ipertonia nel sonno non-REM, attivazione autonomica, theta relativo nel sonno non-REM, rapporto theta/alfa nel sonno non-REM, efficienza del sonno e sonno in posizione supina.
Sono stati registrati a casa con un dispositivo dedicato che rileva l'elettroencefalogramma frontale, i movimenti degli occhi, il polso, la posizione della testa e il russamento: non sono misure che un comune anello o orologio sappia dare.

La demenza a corpi di Lewy (LBD) può essere difficile da distinguere dall'Alzheimer e dal Parkinson.
Nello studio, il profilo ricavato dal sonno concordava con la diagnosi clinica in oltre il 75% dei casi per Alzheimer, demenza a corpi di Lewy e controlli. Ripetendo la registrazione a distanza di tempo, il profilo era uguale o simile nell'88% delle persone con demenza a corpi di Lewy, nell'86% di quelle con Alzheimer e nel 98% dei controlli.
Secondo gli autori, servono biomarcatori che aiutino a riconoscere presto la neurodegenerazione, per trattare prima i sintomi e per individuare chi potrebbe trarre beneficio da interventi neuroprotettivi. Scrivono anche che il metodo va ancora sviluppato e validato in gruppi più ampi.
Durata e regolarità del sonno non sono la stessa cosa.
Lo studio usa un dispositivo dedicato e una diagnosi clinica: non è quello che fa un'app. Il Gemello Digitale mette in fila i dati che i tuoi dispositivi scrivono sul telefono, come passi, battito e sonno, e te ne mostra l'andamento nel tempo. Non confronta il tuo sonno con i profili di questo algoritmo, non segnala malattie e non fa diagnosi: questa ricerca descrive gruppi di persone, non te. Una valutazione neurologica la decide il tuo medico.
La fonte è in fondo. Aprila.
Questa scheda parte da una ricerca di altri. Non è un'indicazione medica per te: ne parli con il tuo medico.
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