Fasi del sonno e malattie croniche: studio su 6.785 persone
Studio su 6.785 persone con dispositivi indossabili: le fasi del sonno si associano a varie malattie croniche. Un'associazione, non una causa.
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Studio su 413 persone con Parkinson all'esordio: il probabile disturbo REM si associa a un declino cognitivo più rapido. Un'associazione, non una causa.
Aggiornato il 20 ottobre 2026
Uno studio sulla coorte PPMI (Parkinson's Progression Markers Initiative), pubblicato nel 2024 su Annals of Clinical and Translational Neurology, ha seguito per cinque anni 413 persone con Parkinson de novo, cioè all'inizio della malattia e non ancora in terapia. In 105 era presente fin dall'inizio un probabile disturbo comportamentale del sonno REM (pRBD), valutato con un questionario.
In condizioni normali, durante il sonno REM i muscoli sono paralizzati: il cervello sogna ma il corpo non si muove. Nel disturbo comportamentale del sonno REM questa paralisi è assente, e chi dorme mima fisicamente il contenuto dei sogni. È considerato un possibile segnale precoce di neurodegenerazione e spesso è presente anni prima della diagnosi di Parkinson o di demenza a corpi di Lewy.
Le persone con pRBD all'inizio dello studio hanno mostrato un declino più rapido della cognizione globale e di tutti i domini cognitivi esaminati: memoria episodica verbale, capacità visuospaziale, funzione esecutiva, linguaggio e velocità di elaborazione.
Il pRBD è risultato associato anche a una diminuzione nel tempo della beta-amiloide (Aβ42) nel liquido cerebrospinale, uno dei biomarcatori dell'Alzheimer, e a un rischio maggiore di sviluppare demenza. Gli autori indicano un limite: il disturbo è stato valutato con un questionario, non con un esame strumentale.
Dormire male capita, e al tuo medico serve saperlo.
Per chi ha il Parkinson, sapere che è presente un disturbo comportamentale del sonno REM può aiutare il neurologo a seguire con più attenzione la memoria e le altre funzioni cognitive. Lo studio descrive un'associazione in un gruppo di persone: non dice che cosa succederà a una persona, e le decisioni sul percorso spettano al medico che la segue.
Un anello o un orologio registrano i movimenti notturni, ma questo disturbo si diagnostica con un esame clinico, la polisonnografia. Il Gemello Digitale mette in fila i dati che i tuoi dispositivi scrivono sul telefono, come passi, battito e sonno, e te ne mostra l'andamento nel tempo. Non riconosce questo disturbo e non fa diagnosi: questa ricerca descrive gruppi di persone, non te. Se chi dorme con te nota che nel sonno ti agiti, parli o dai colpi, parlane con il tuo medico.
La fonte è in fondo. Aprila.
Questa scheda parte da una ricerca di altri. Non è un'indicazione medica per te: ne parli con il tuo medico.
PPMI Cohort Study, PubMed (2024), (si apre in una nuova scheda)
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